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11/10/2017

Friend of the Sea e Worldrise Onlus insieme per la protezione dei cetacei a Golfo Aranci e nel Nord Sardegna

Milano, 11 ottobre 2017. Lo scorso 28 settembre si è tenuto a Golfo Aranci (Olbia Tempio) il seminario “Strategie e buone pratiche per la protezione dei cetacei, l’emergenza spiaggiamenti e un turismo responsabile e sostenibile a Golfo Aranci e nel Nord Sardegna”, organizzato dall’associazione Worldrise Onlus e al quale Paolo Bray, direttore di Friend of the Sea e Earth Island Institute Europa ha partecipato in qualità di relatore. 

L’iniziativa ha rappresentato una importante occasione di confronto tra associazioni ambientaliste, istituzioni locali e nazionali, compagnie di navigazione e operatori turistici sul tema della salvaguardia dell’ambiente marino. 

Tra i partner coinvolti, oltre alla Guardia Costiera, la compagnia di navigazione Corsica e Sardinia Ferries, che quest’anno ha rafforzato il suo impegno ultra decennale per la tutela   del patrimonio biologico del Mediterraneo, in particolare del Santuario Internazionale dei Cetacei “Pelagos”, con l’installazione del sistema anticollisione cetacei REPCET a bordo di quattro unità della sua flotta.

Sulla necessità di coinvolgere e formare gli operatori turistici a livello locale si è espresso Bray nel suo intervento, condividendo con la platea l’esperienza decennale di Friend of the Sea nell’ambito della certificazione delle attività di whale e dolphin watching in Italia – risale a settembre 2017 la certificazione di Mare Forza 7, operatore di Golfo Aranci - e all’estero, in paesi come lo Sri Lanka, le Azzorre e Gibilterra.

Nel 2016, Friend of the Sea e Worldrise Onlus, hanno inoltre lanciato il progetto Golfo dei Delfini del quale Cristina Fiori, responsabile scientifica e direttore di progetto di Worldrise Onlus, ha sottolineato l’importanza per il territorio: 

“Questa tipologia di turismo che fa della conservazione delle risorse naturali uno dei suoi pilastri fondamentali è stata implementata sul territorio di Golfo Aranci attraverso un processo dal basso in cui è stato elaborato un codice di condotta sulla base delle direttive internazionali per un corretto avvistamento e un corso di formazione per gli operatori sulla biologia ed ecologia della specie le cui nozioni saranno condivise con i turisti nel momento dell’avvistamento”. 

Sull’emergenza spiaggiamenti, durante il seminario, sono stati resi noti i dati relativi agli anni 2011-2016 della Rete Nazionale Spiaggiamenti nata dalla collaborazione tra il Ministero dell’Ambiente e il Ministero della Salute, da cui è emerso come la cooperazione tra i vari Enti abbia portato a un aumento delle segnalazioni e di conseguenza degli interventi.  

A questo proposito, i vari interventi hanno evidenziato come la collaborazione tra le reti del territorio del Nord Sardegna e quelle operative a livello nazionale e regionale nel recupero di mammiferi marini in difficoltà e nell’analisi degli animali deceduti ad oggi, di fatto, funzioni. 

Tuttavia, dagli interventi sulla conservazione della specie Tursiops truncatus è emerso un gap normativo che non consente nessuna manovra di tipo sanzionatorio nel caso in cui ci sia un’interazione negativa nei confronti della specie, come può essere il disturbo da dolphin watching. Per questo risultano fondamentali certificazioni di sostenibilità come quella di Friend of the Sea richiesta da operatori su base volontaria i quali si impegnano a rispettare regole fondamentali quali, ad esempio, il mantenimento di velocità e distanza di sicurezze minime o il divieto assoluto di dare cibo agli animali.

Le foto del progetto Golfo dei delfini possono essere scaricate qui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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